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Telefonata con P.Emilio Spinelli – 2 maggio 2010

Grazie a psergioit.myblog.it

Banglanews parla di Emilio

Riportiamo un articolo apparso sul n. 411 del 7/4/2010 di Banglanews.

BANGLADESH
Bhuttahara… la nuova missione di padre Emilio
di Bruno Guizzi

Padre Emilio Spinelli, Pime, nato nel 1946 a Cernusco sul Naviglio, è in Bangladesh da ben trentacinque anni.
È stato in molte missioni delle diocesi di Dinajpur e di Rajshahi, ma il suo nome resterà comunque sempre legato a Chandpukur.
Quando aveva preso possesso di quella sperduta missione esisteva soltanto una casa di fango, per i padri, ed una specie di cappella.
La terra tutt’intorno non era coltivata, anche per mancanza di acqua.
Ho visitato quella sua missione qualche anno fa e, sorprendentemente, dopo oltre venti anni di “cura continua” la natura, dopo lo sconsiderato disboscamento dei decenni precedenti, aveva ripreso possesso dell’area. Erano persino tornati scoiattoli e.. sciacalli.
Emilio infatti aveva piantato centinaia e centinaia di alberi e continuato a comprare terreni per farvi vivere i suoi parrocchiani.

La missione era ormai ingrandita, con convento, una bella chiesa, la casa dei padri, la scuola, l’ostello delle bambine e quello appena costruito, dei bambini. Ben 350 bambini potevano così frequentare la scuola che, altrimenti sarebbe stata loro negata.
Il tutto anche grazie all’aiuto che Emilio riceveva dagli amici della sua Cernusco, che erano tenuti sempre al corrente delle attività dall’instancabile amico Sergio Pozzi.
Quando la missione è divenuta autosufficiente Emilio, in vero spirito Missionario (permettetemi la maiuscola), come d’altronde nel carisma del PIME, lasciava la sua missione alla chiesa locale, in cerca di una nuova avventura.
Ma quando arrivava a Chandpukur aveva meno di quarant’anni, ora ne ha più di sessanta! L’entusiasmo ( e il coraggio ) evidentemente non sono diminuiti, anzi….
Ed eccolo approdare a Bhuttahara, una sperduta località della diocesi di Rajshahi. Sono passati appena due anni dal suo arrivo ed Emilio mi ha assicurato che anche qui non c’era niente, tanto terreno incolto sempre per mancanza di acqua e tanta, tanta polvere.

I villaggi circostanti sono prevalentemente Orao e, a differenza di quelli Santal, mostrano una certa incuria e trasandatezza, nessuno spazio per abbellire le case di fango, nemmeno a parlare di qualche fiore. I bambini a scuola? Non se ne parla nemmeno!
Emilio, come dicevo, è partito per questa nuova avventura missionaria appena due anni fa. Vive in una casa di fango ma ha già costruito un fabbricato che ospita le suore e le bambine, i bambini (non so come ha fatto ma sono già 240!) sono divisi tra questo nuovo fabbricato e due case di fango…. in attesa di un nuovo ostello, di cui ancora non si parla ma che verrà di certo.

Una delle sue priorità è sempre stata quella della scuola ed ecco sorgere (con l’aiuto del Pime) una nuova costruzione che non è ancora finita ma, incredibilmente, già funzionante, almeno al piano terra.
E anche qui si respira la stessa atmosfera di gioia che avevo potuto constatare a Chandpukur: bambini contenti e sorridenti, responsabilizzati anche nei piccoli incarichi come quelli di annaffiare il giardino o di mettere in ordine.
Bhuttahara è già diventata parrocchia e, sono sicuro, tra qualche tempo sarà una delle più importanti missioni della diocesi di Rajshahi.
Ad Emilio un grande, grandissimo augurio per questa sua nuova missione!

Madre Clara e Padre Tarcisio

Riportiamo da una mail di Sandra:

Ciao a tutti,
ho saputo qualche minuto fa che domani, domenica 31 gennaio, Madre Clara Riva sarà con noi al pranzo per le famiglie che si svolgerà nel salone dell’oratorio san domenico savio. Al termine, presumibilmente intorno alle ore 15,30 potremo incontrarla e riunirci qualche minuto e ascoltare qualche suo racconto dal Togo (Africa).
Sarà con noi anche Padre Tarcisio Marin (missionario in Perù e cugino di don Graziano).
Li incontreremo e ascolteremo molto volentieri.
Sandra

Un sabato sera parlando di don Sandro


Per chi non lo sapesse, padre Emilio ha un fratello, Sandro, missionario nel nord-est del Brasile.

Sabato 30 gennaio, alle 19.30, presso l’oratorio S.Domenico Savio di Cassina de’ Pecchi,  Paola e Paolo (di Cernusco) porteranno immagini e voci dal  Brasile, raccontando i giorni passati con don Sandro durante le scorse festività natalizie.

Un bel momento per conoscere realtà nuove, per venire a contatto con belle esperienze e persone “belle” spiritualmente!

Vi aspettiamo tutti, mangeremo poi insieme con una cena al sacco “condivisa”!!

Messaggio di Francesca

La nostra avventura e’ quasi giunta al termine, domani si parte per Dhaka e poi di nuovo verso l’Italia.
E’ stata breve ma intensa e il nostro buon padre sa come entrare nel cuore delle persone.

Francesca

Raccolta fondi

Voglio portare a vostra conoscenza questa bellissima avventura che, così, per gioco e un pò per sfida, iniziò nel lontano 1997 con un gruppo di 5 colleghi di lavoro dell’ ex RAS Assicurazioni (ora Allianz-Ras) in C.so Italia a Milano.
Ebbene, sapete come funziona radio scarpa….. col passare del tempo e vista la finalità dello scopo, i colleghi andavano sempre aumentando mese dopo mese, sino ad arrivare ai giorni nostri (io oramai pensionato) con un numero ben nutrito di 105 ex colleghi, si non è un errore, avete letto bene “105 ex colleghi” che tutti i mesi versano liberamente una quota a favore di Padre Emilio.
Dopo il mio pensionamento, a portare avanti il discorso è attualmente un ex collega e amico, che si è incaricato di raccogliere queste offerte che i colleghi puntualmente gli fanno pervenire tutti i mesi.

Padre Emilio dal canto suo, puntualmente ad ogni rientro in Italia, dedica una mezza giornata al saluto e a ringraziare questi amici che non mancano mai di presenziare e di fargli festa al suo arrivo in sede.

Sperando che questa bellissima avventura possa sempre continuare, colgo l’occasione qui per ringraziare ufficialmente tutti i mie ex colleghi e come dice sempre Padre Emilio, fare del bene fa bene sopratutto a noi e poi agli altri.

Con affetto,
Pierangelo

Stefano e Francesca

Stefano e Francesca sono due giovani che passeranno le loro vacanze ad agosto accanto a Padre Emilio. Saranno importantissimi anche per questo progetto on-line, in quanto ne saranno i primi reali utilizzatori!

Queste le loro parole piene dell’emozione e dell’adrenalina giusta:

Ci avviciniamo alla missione con l’idea che la nostra vita futura dovrà risentire di questa importante esperienza di vita e di fede.

Noi due, infatti, Stefano e Francesca da San Zeno di Olgiate Molgora (Lecco), fidanzati da tre anni e in procinto di sposarci il 9 luglio 2010, intendiamo trovare in queste tre settimane bengalesi la definitiva consacrazione al nostro amore.
Partire per questa avventura, infatti, ci rafforzerà e sarà da stimolo alla nostra vita futura, perché vogliamo che il nostro rapporto e i figli che Dio ci concederà siano aperti alla vita e al mondo, perché entrambe le cose non si fermino in provincia di Lecco, ma abbiano un raggio più ampio, proprio come la Parola di Dio, che non si deve mai fermare dentro di noi o nelle nostre mure domestiche, ma dev’essere comunicata “per le strade di tutto il mondo”.

L’idea di partire per la missione è nata fin dall’inizio del nostro rapporto, durante un intero mese di agosto di qualche anno fa vissuto lontani….. la distanza tra la Bolivia e l’Italia ha generato in noi non solo una mancanza fisica dell’altro, ma anche la voglia e la sete di ripetere insieme questa esperienza, perché le cose belle della vita non vanno vissute sepatamente, ma specialmente in una coppia vanno sempre condivise!
E quindi eccoci qui, dopo l’anno di preparazione fatto con il gruppo Giovani e Missioni 1 del P.I.M.E., pronti e vogliosi di partire per raggiungere Padre Emilio in Bangladesh a metà agosto.

Lo abbiamo incontrato poche settimane fa il nostro “Padre” durante la sua vacanza in Italia: i suoi occhi profondi e buoni erano finalmente riposati grazie alla sosta che si è concesso nella sua Cassina de’ Pecchi, ma il suo cuore e la sua anima erano già sull’aereo di ritorno verso la sua missione.
Tante raccomandazioni, tanti sorrisi, tanta voglia di condividere quei giorni nella sua terra bengalese; lui sta dando tutto se stesso per i suoi ragazzi e la sua scuola laggiù e noi siamo consapevoli che saranno veramente giorni di fatica e di sudore per stare al suo passo. I missionari, infatti, hanno un temperamento e un carattere di ferro e siamo consapevoli di quanto sarà dura stargli vicino anche solo per poche settimane!
Noi siamo comunque pronti a lavorare al suo fianco e cercheremo di aiutarlo a sistemare le pratiche di adozioni a distanza che si sono “incagliate” in questi anni, a rammendare e lavare i vestiti dei suoi ragazzi, a creare anche là un piccolo “oratorio” quotidiano dove poter giocare e costruire relazioni gioiose ed autentiche.

Certo i momenti di sconforto ci saranno: forse ci sentiremo inadatti al ruolo oppure la tensione dei compiti affidati sarà così alta che a volte non ci guarderemo in faccia dal nervosismo e dalla stanchezza, ma crediamo che solo toccando i nostri limiti e solo mettendoci veramente in gioco saremo in grado di capire quanto sarà bello amarci per come siamo, così nudi e credi di fronte alle difficoltà.
E solo così chi ci vuole veramente bene capirà quanto è importante per noi questa scelta e quale significato avrà per il nostro cammino di coppia.

Noi non ci sentiamo eroi o dei folli, ma crediamo che il nostro esempio faccia capire a chi ci sta intorno quanto sia oggi importante accendere i riflettori su di un sud del mondo che chiede spazio e che ha veramente bisogno di aiuto.
Noi vogliamo essere cittadini del mondo proprio come Padre Emilio, perché la vita non è solo consumare per evitare la crisi economica, ma è anche condividere, capire e sacrificarsi per aiutare il prossimo.
E allora, come ci hanno insegnato in questi mesi di cammino, “prendiamo il largo, lungo questa rotta il Signore l’ha scelta per noi, spiega le vele al vento e lo Spirito ci condurrà”.

S & F

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